Monte Athos

Da Salonicco siamo partiti in pullman verso Monte Athos e dopo circa due ore di viaggio abbiamo raggiunto un piccolo porto, dove ci siamo imbarcati su una nave, insieme con tanti altri turisti, prevalentemente tedeschi e russi. Per quasi tutto il tempo siamo stati seguiti dai gabbiani che cercavano il cibo. Anche sulla nave stessa c'erano dei divertimenti: un pirata con il quale si facevano le foto e al ritorno c'era anche la musica dal vivo e si ballava sirtaki, la danza popolare greca. Una gita veramente ben organizzata.

Monte Athos è in effetti una Repubblica monastica, anche se formalmente appartiene al territorio greco e si trova sul "dito" più orientale della penisola Calcidica. Per entrarne occorre avere un permesso speciale che dura soltanto 4 giorni ed è questa la ragione per la quale i turisti si portano in giro con la nave per guardare da lontano i monasteri. Inoltre, c'è un divieto di accesso assoluto per le donne. Il numero dei visitatori che effettivamente visitano i monasteri è molto limitato, circa 30.000 all'anno, ed il permesso si aspetta per mesi. Sulla penisola abitano più di mille monaci ortodossi, tutti uomini, nei 20 monasteri principali e nei piccoli paesi. Tre dei monasteri non sono greci; uno è bulgaro, uno serbo ed uno russo.

Dopo circa due ore di navigazione siamo arrivati a Ouranoupolis, ultimo paese accessibile via terra prima di varcare il confine della Repubblica del Monte Athos. Da qui che partono pellegrini nel Monte Athos. Ci ha aspettato un buon pranzo a base di pesce in un ristorante e nel tempo libero dopo il pranzo alcuni partecipanti, pochi, hanno fatto anche un bagno nel mare cristallino della baia di Ouranoupolis. La maggioranza ha preferito lo shopping.

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